Essere imprenditori: aprirsi alla rete

I poli produttivi statunitensi di Detroit e della Silicon Valley sono la rappresentazione di due modelli imprenditoriali agli antipodi: il vecchio, rigido modello industriale degli anni ‘50 contrapposto al modello dinamico e flessibile del XXI secolo. Il primo oggi è crollato sotto il peso delle sue strutture e del suo isolamento, mentre il secondo prospera grazie alla sua capacità di fare rete.

 

Il modello Detroit era impositivo, arrogante, paternalistico e caratterizzato da struttura strategica rigida: partiva dal prodotto e lo imponeva al mercato, mentre internamente dispensava tranquillità e stabilità a lungo termine ai lavoratori in cambio di lealtà e ubbidienza.
Era il modello di un mondo sicuro prevedibile, programmabile, certo e rispondeva ai bisogni di un mercato che stava ancora terminando la propria trasformazione da agricolo a industriale. Ogni nuovo prodotto rappresentava una conquista, un miglioramento della vita a livello materiale: era l'epoca dei  primi frigoriferi, delle lucidatrici, della prima diffusione delle automobili, dei televisori in bianco e nero.

In quel mondo l'imprenditore era identificato nel capitano di industria,  colui che svettava con le sua attività tra le centinaia di migliaia di piccole attività artigiane e che, nell’immaginario popolare , viveva in un mondo a se stante, circondato dalle sue truppe, focalizzato unicamente alla conquista dei mercati.
La metafora militare era una rappresentazione molto fedele di come veniva concepito il mercato: i clienti  erano una massa indistinta, con i propri bisogni primari da soddisfare, che veniva rifornita di oggetti risultanti da processi di produzione lineari e stabiliti,  il cui ingresso sul mercato veniva annunciato da una pubblicità che spingeva, più o meno occultamente, ad acquistarli.

Questo modello industriale, con le sue metafore del mondo, è definitivamente estinto. Detroit stessa, simbolo di questa visione imprenditoriale, si è trasformata in un deserto desolato di disperazione. A niente sono valse le lotte per la difesa dei posti di lavoro e i miliardi stanziati dallo Stato per far ripartire le aziende del polo automobilistico.
Tutto è crollato. Quel modello obsoleto è stato spazzato via dallo tsunami della trasformazione dei mercati, dalla maturazione dei clienti e consumatori, dagli effetti della globalizzazione, dalla digitalizzazione dell’informazione e dalla dematerializzazione dei prodotti.

Oggi il modello vincente è un altro, è quello della Silicon Valley: aziende intangibili ma che valgono molto più dei macchinari, degli immobili e degli impianti delle vecchie industrie padronali. Il valore oggi viene dalla capacità di accedere a reti orizzontali, che offrono il vero grande potenziale per il futuro.

Dalla linearità si è passati all’interdipendenza, dalla verticalità alla orizzontalità. Questo  modello di successo è basato su un nuova idea di ecosistema imprenditoriale: chi vi appartiene è parte di una rete in grado di aprire un campo energetico creativo, che fornisce idee, risorse intellettuali e finanziarie, supporto e tonnellate di feedback.
Una specie di mutuo soccorso per crescere ed espandersi, in una visione non più arcaica di gioco a somma zero, dove la morte dell’altro è percepita come necessaria alla mia sopravvivenza, ma di un universo in espansione dalle infinite possibilità, in cui collaborando, aiutandoci e condividendo, ci arricchiamo tutti.  
È un passaggio dall’Io al Noi. Condividere le idee con qualcuno non significa privarsi delle proprie, ma uscire dal confronto arricchiti con idee nuove. Come diceva il filosofo Ralph Waldo Emerson: «se aiuti qualcuno aiuti contemporaneamente te stesso».

Fare rete significa proprio questo: se aiuti qualcuno a implementare la sua visione aziendale aiuti anche la tua azienda a crescere. La rete, o networking, è la chiave  della imprenditorialità del futuro. Non solo per sopravvivere, ma per creare vero successo.

Oggi aziende come Netflix nascono partendo da un bisogno banale, per migliorare aspetti ed esperienze della nostra vita, ma possono prosperare solo in un ecosistema che fornisca supporto, collaborazione e una spinta continua al miglioramento, all’adattamento, al cambiamento, alla crescita.

Tutto scorre, tutto cambia sempre più velocemente. Gli imprenditori possono mantenere  il successo oggi solo se abbandonano il modello obsoleto di Detroit e abbracciano il modello imprenditoriale delle start up della Silicon Valley.