Essere imprenditori: è facile fare le cose quando ci sono i mezzi
«È facile fare le cose quando ci sono i mezzi, lo possono fare tutti; ma se sei bravo riesci a farle anche senza mezzi». Questo è quello che, cinquant’anni fa, insegnava un vero imprenditore come Luigi Ceccarelli ai suoi due figli Franco e Maurizio, miei carissimi amici. Lo ricordo come un uomo di grande integrità ed esperienza, che aveva costruito la sua vita e quella della sua famiglia partendo dal nulla.
Luigi sapeva praticare con successo l'arte dell'imprenditorialità. Un'arte che aveva imparato forse istintivamente, ma che aveva praticato con fermezza e dedizione imparando a mettere a frutto la capacità di utilizzare le risorse e i mezzi limitati che aveva a disposizione per ottenere i risultati voluti. Questa, dopo la visione, è una caratteristica fondamentale per chi vuole essere imprenditore vero.
La maggior parte di noi è legata alla convinzione che tutto sia regolato da un rigido rapporto di causa-effetto. Blindiamo la nostra realtà in maniera ferrea e nel costruirla utilizziamo le strutture rigide della logica.
La logica ci dice che la risoluzione dei problemi dipende principalmente nell'avere a disposizione i mezzi ritenuti necessari. Ma non è quasi mai vero.
I mezzi e i soldi non sono quasi mai la risoluzione dei problemi: possono alleviarne le conseguenze, ma non ne risolvono quasi mai la causa originaria. Solitamente dopo un primo effetto placebo di contenimento, la metastasi del problema torna a espandersi.
I soldi buttati nel gorgo del problema ne vengono risucchiati e non risolvono la malagestione che è all'origine del problema stesso. Prima bisogna trovare una soluzione al problema e poi i soldi e i mezzi necessari, che saranno comunque inferiori, serviranno per sostenerne l’implementazione.
Agendo al contrario, quello che avremo sarà solo spreco: Alitalia e altri casi eclatanti, grandi e piccoli che siano, ne sono la testimonianza.
Quando incontri qualcuno che ti dice che i soldi sono la soluzione, hai di fronte un burocrate, non un imprenditore. Non importa che abbia o meno l'etichetta di amministratore delegato.
Bill Gates, guidato dalla sua visione, ha iniziato il suo percorso imprenditoriale acquistando per $ 50.000 un semplice software, migliorandolo e rivendendolo ad IBM. Mi riferisco al famoso programma operativo DOS, per anni spina dorsale e prodotto di punta di Microsoft grazie alla visione lungimirante di Bill Gates, che ha saputo venderlo senza cederne l'esclusività d'uso alla miope IBM.
Bill Gates aveva intuito il potenziale del momento, percependo istintivamente che si era dischiusa un'apertura nel campo delle infinite possibilità, e ha saputo sfruttarla sapientemente.
La capacità di capire le circostanze, la chiarezza e la convinzione della propria visione, ma anche la mancanza di garanzia nel raggiungerla, con la conseguente necessità di assumersene il rischio, insieme all’abilità di utilizzare i limitati mezzi a disposizione per realizzarla, sono i primi fattori distintivi di un vero imprenditore.