Una nuova leadership

Nel 1986 Swiss Air ha deciso di spostare il suo dipartimento contabilità da Zurigo in India, licenziando tutti i contabili svizzeri, pagati 80.000 dollari all’anno, e sostituendoli con ragionieri indiani pagati 8.000 all’anno. Il top management di Zurigo ha continuato a ricevere sul suo desk gli stessi report che riceveva prima. Solo che questi non erano prodotti a Zurigo, ma in India.

È stato solo in quel momento che ho capito il potenziale rivoluzionario dei computer. Fino a quel giorno, li consideravo macchine da scrivere più veloci e convenienti.
L’impatto della tecnologia, invece, è dirompente: non produce cambiamenti ma sposta paradigmi. Sposta la società a livelli di esistenza differenti.

È passato molto tempo dal 1986 e il processo è continuato inesorabile, coinvolgendo anche chi ha chiuso gli occhi per non vedere: quelle forze sociali più conservatrici della società europea che sono ancora alla ricerca disperata di un modo di bloccare, o quantomeno negare, un movimento invisibile che sta minando il lavoro di costruzione ideale risalente all'altro secolo.

Perché la tecnologia informativa, ma soprattutto il suo allargamento a fasce di popolazione sempre più ampie, sta scardinando il mondo come noi lo conoscevamo. La tecnologia ha accelerato un processo storico che sarebbe, in tempi normali, durato secoli, comprimendolo in pochi anni. Ha cambiato il modo di fare azienda, ha cambiato la struttura tradizionale dei mercati, eliminando i confini geografici, spingendo le aziende ad adattarsi per sopravvivere.

Oggi i componenti di un prodotto complesso come un’automobile sono fatti in almeno quattro o cinque paesi diversi (basti ricordare come, a seguito del disastro nucleare di Fukushima, Mercedes e molte altre case automobilistiche internazionali siano state costrette a ritardare le consegne delle proprie autovetture, poiché la produzione di molti componenti elettronici, realizzati in Giappone, era stata bloccata). Per questo, dal punto di vista sociale, la nuova rivoluzione tecnologica ha fatto entrare in collisione le parti sociali di quei paesi con una struttura sociale più rigida e protetta, ancora una volta a scapito del settore produttivo.
E, insieme con l'accentuarsi della crisi economica, ha tolto ai poteri politici statali la capacità economica per continuare  a svolgere la loro funzione di imprenditore sociale.

La trasformazione di tutta l'informazione in forma digitale sta cambiando la percezione della realtà e sta rendendo sempre più obsolete le vecchie forme di leadership, ancora legate agli schemi del ‘900.
È un processo che sta accelerando, i cui effetti stanno diventando sempre più evidenti, giorno dopo giorno.
Oggi abbiamo bisogno di leader politici e aziendali che abbiano la consapevolezza profonda di questi cambiamenti e il coraggio di abbracciarne le conseguenze, con vero spirito di servizio, per il bene della comunità tutta.