Dieci consigli per vivere consapevolmente
Ho incrociato l’altro giorno un piccolo libro di Frédéric Lenoir, filosofo francese, sociologo e storico delle religioni, autore del saggio intitolato “Vivere è un’arte” (sottotitolo “Piccolo trattato di vita interiore”, Mondadori), uscito un paio d’anni fa. Rivedendolo mi si è aperta una piccola finestra d’attico, uno scorcio d’angolo su memorie, conversazioni, esperienze, domande senza risposta, e incontri che hanno segnato la mia vita.
Ecco i ricordi che, un po’ a grappolo, affiorano dal passato: letture di filosofi antichi, del tempo del liceo, a volte tradotti con fatica dal greco o dal latino. Conversazioni, concetti e insegnamenti sulla vita che a quel tempo suonavano belli ma un po’ lontani dalla realtà che vivevo tutti i giorni. Era difficile capire come applicarli, per cui li mettevo da parte, un po’ come dei soprammobili, fermi nel tempo. Poi, terminati gli studi, ho iniziato a lavorare e ho abbracciato la cultura utilitaristica del lavoro. Quei concetti si sono da soli lentamente ritirati in soffitta, come i vecchi libri polverosi, che ci fa piacere sapere di avere pur non trovando mai il tempo per rileggerli.
E la mia vita proseguì così, con molte priorità dettate dalle circostanze. Era un po’ come percorrere un cammino mentre mi sentivo continuamente spintonato. Andavo avanti verso obiettivi per cui mi aspettavo che gli altri mi ammirassero e si congratulassero con me. Avrò il riconoscimento – mi dicevo dentro di me – il successo, influenza e potere, sarò considerato un vincente, e avrò prestigio. La strada era faticosa, ma a quel punto – pensavo – con tutti questi sforzi e questa fatica mi sarò guadagnato il diritto di essere felice. Eppure questo momento non arrivava mai, era sempre posposto.
Poi lentamente mi resi conto che tutto ciò era falso. A nessuno interessavano i miei successi. Il mio potere e la mia influenza erano illusori. Vivevo una vita sempre più vuota, che si svuotava ogni giorno di più di significati profondi.
Un giorno capii che potevo smettere di seguire gli altri. Che potevo trovare dentro di me la ragione e i significati della mia vita. Ascoltare la mia passione e la mia vocazione che iniziavano a farsi sentire ogni giorno più forti e che mi spingevano a scoprire chi ero io veramente . Quel giorno mi sono reso conto che potevo vivere diversamente, potevo smettere di essere quello che gli altri volevano che io fossi.
Da quel giorno iniziarono ad apparire come personaggi reali gli autori di tutti quei libri impolverati che erano rimasti nell’attico della mia mente. Li ricordo come fosse adesso: entra per primo Socrate accompagnato da Platone, poi Marco Aurelio, seguito da Erich Fromm, si fanno strada insieme Confucio Buddha, e Gesù, dietro loro appaiono Sant’Agostino e Kant, seguiti da tanti altri. Ecco, mi parlano, ognuno nella propria lingua, ma io li capisco.
Da tutte le loro conversazioni, mi arrivano distillati pochi consigli semplici che ho iniziato a mettere in pratica con umiltà e che voglio condividere con voi:
- Impara a distinguere e accettare ciò che può essere modificato da quello che non può essere cambiato.
- Tutta la sofferenza che sperimenti nella vita dipende dalla tua incapacità di accettare le cose così come sono.
- Possiedi la capacità di creare attorno a te le circostanze, il successo e la vita che tu vuoi.
- Ottieni il successo e la felicità in maniera duratura solo quando ti preoccupi anche del successo e della felicità di tutti gli altri.
- Fai pace con il tuo passato quando ti impedisce di costruire un nuovo futuro, trovando il coraggio di perdonare, di perdonarti e di dimenticare. Lascia andare quello a cui ti eri aggrappato per tanto tempo che ti impedisce di andare avanti.
- Impara a guardare contemporaneamente dentro e fuori di te perché il tuo fuori, cioè tutte le tue circostanze sono create dall’energia con cui proietti i tuoi pensieri e le tue parole attraverso le tue azioni.
- Prenditi la responsabilità delle tue convinzioni che come potenti filtri interpretano gli avvenimenti costruendo dentro di te filmati immaginari che tu vivi come realtà reali ed oggettive.
- Renditi conto che sei un individuo completamente indipendente e anche allo stesso tempo connesso indissolubilmente a tutti gli altri essere viventi. Tutti siete animati dalla stessa energia che compenetra e muove l’universo.
- Impara ad ascoltarti per trovare e seguire la tua vocazione e la tua unicità.
- Trova il coraggio di dedicare la tua vita a un cammino che esprima chi sei veramente, usando come bussola la tua mappa interna che origina dalla tua vera vocazione e dalla tua unicità, non contaminata dall’opportunismo, dal giudizio o dalle aspettative degli altri.