Essere imprenditori: la flessibilità è una qualità necessaria per il successo

Per affrontare la forte accelerazione dei cambiamenti, non più solo locali ma globali, gli imprenditori hanno bisogno di una qualità essenziale: la flessibilità. La flessibilità distingue gli imprenditori dai tecnocrati e dai burocrati ed oggi è indispensabile per affrontare la pressione crescente di mercati sempre più complessi e instabili che richiedono proattività, innovazione e maggiore propensione al rischio.
Flessibilità è anticipare i trend emergenti, è rinnovare e riadattare le strategie aziendali ai mercati, innovando prodotti e strategie prima dei propri concorrenti.

La flessibilità imprenditoriale tende a decrescere mano a mano che le dimensioni aziendali aumentano e le culture diventano più tecnocratiche.
Rispetto alle piccole imprese, più pronte a muoversi e ad adattarsi in breve tempo, le grandi aziende e le organizzazioni mature, caratterizzate da rigide regole formali e da una struttura meccanicistica, sono culturalmente svantaggiate perché abituate storicamente ad ambienti stabili e prevedibili, a orizzonti temporali più lunghi. Condizioni di stabilità che stanno rapidamente scomparendo.

Oggi solo le organizzazioni imprenditoriali flessibili riescono ad affrontare gli ambienti instabili e ad alto rischio caratterizzati da cambiamenti continui sia economici sia politico-sociali.

I vantaggi della cultura imprenditoriale
In un ipotetico spettro della flessibilità, la cultura imprenditoriale si posiziona all’estremità opposta, rispetto alla cultura tecnocratica delle grandi aziende. Nelle grandi aziende, dove non predomina la figura dell'imprenditore, le capacità di adattamento sono suddivise tra tutto il top management e filtrate da una struttura interna più complessa, sia dal punto di vista culturale che dei processi produttivi. Per questo gli adattamenti e i cambiamenti di direzione strategica sono più lenti e difficili.
Gli spunti di innovazione vengono normalmente dai quadri intermedi e occorre che i quadri dirigenti abbiano creato un contesto organizzativo culturale che supporti l’accettazione di questi segnali innovativi: un contesto che non punisca il rischio, ma che anzi sappia riconoscere le opportunità, analizzare le possibilità di investimento e di profitto, selezionare i progetti vincenti e realizzarli. Questa è la sfida delle grandi multinazionali. Nelle grandi aziende, la flessibilità dipende dal livello di cooperazione e di comunicazione interna, dal livello di empowerment e di responsabilità che viene data al middle management e ai dipendenti in genere.

Le piccole aziende, invece, traggono la loro flessibilità culturale dalla forte impronta personale dell'imprenditore, che gestisce da solo la complessità con un alto grado di elasticità mentale, forte del suo sistema di valori e della sua personalità.
Le piccole aziende, tuttavia, sono caratterizzate da un livello di vulnerabilità molto alto. Avendo meno controllo sul loro ambiente, non sono in grado di influenzarlo e subiscono in maniera amplificata di effetti negativi dei fenomeni esterni. Soffrono la competitività del settore e le difficoltà di accesso al credito dovute alla loro bassa capitalizzazione e per questo tendono a uscire presto dal mercato in periodi di recessione.

Il ruolo e l’importanza della figura dell’imprenditore
L’aumento di complessità ambientale ha generato e genera asimmetrie informative che obbligano gli imprenditori a prendere decisioni in situazioni di alta incertezza. L’imprenditore consapevole affronta l’incertezza esterna, ricercando per se stesso un alto livello di consapevolezza e di stabilità emotiva, coltivando un atteggiamento altruistico, aprendosi a nuove esperienze in maniera creativa e percettiva, riducendo i controlli e le regole formali per aiutare il riorientamento strategico interno all’azienda.

Accetta con umiltà di imparare ad adattarsi continuamente al cambiamento, lavorando su se stesso e incrementando la responsabilità, l’iniziativa e la partecipazione dei suoi dipendenti, per far sì che il loro successo personale coincida sempre di più con quello aziendale.
Sceglie come valori aziendali la creatività, l’apprendimento, l’innovazione, la comunicazione interna, la cooperazione, la condivisione della conoscenza e costruisce alleanze strategiche e reti per permettere all’azienda di internazionalizzarsi con successo.